845 s.e. compact

Valvole utilizzate per ogni telaio: 5751 (5814A), 6SN7, 845.

Non poteva mancare, a coronamento di numerose giornate trascorse ad "abbronzarmi" con i filamenti in tungsteno toriato di questa valvola, una realizzazione con la strepitosa 845, da molti audiofili indicata come il massimo traguardo raggiungibile, nel campo dei monotriodi, per quanto riguarda l'amplificazione di segnali musicali. Questo apparecchio, seppur riuscito in maniera soddisfacente ed appagante il palato dell'attuale proprietario, poteva essere ancora perfezionato, avendo un  piu' elevato budget a disposizione, migliorando, per esempio, lo stadio alimentatore e frazionando ulteriormente il numero di telai, oppure avvolgendo dei trasformatori di uscita "al di fuori del bene e del male". Comunque, a patto di utilizzare un progetto sano, anche in economia (si fa per dire) è possibile cimentarsi con questa fuoriclasse.

 Lo stadio alimentatore prevede un trasformatore a doppio isolamento date le elevate tensioni in gioco (la 845 lavora nell'intorno dei 1000 - 1200 volts) con secondari di alta tensione separati per lo stadio finale ed il pre-driver. L'alta tensione, raddrizzata a stato solido,  per la 845 è filtrata da  una prima batteria, visibile all'esterno, di 3 condensatori elettrolitici da 1500 mF / 500 VL collegati in serie, con gli opportuni accorgimenti del caso per equalizzare le tensioni ai loro capi, seguita da una induttanza da circa 6,8 H e da una ulteriore batteria (sistemata all'interno del telaio)  di condensatori  elettrolitici con in parallelo veloci polipropilene: una soluzione meno puristica rispetto all'utilizzo dei tubi a vuoto , questi ultimi peraltro forieri di non pochi problemi, con un'occhiata ai costi finali. L'alta tensione per il pre-driver, anch'essa filtrata a stato solido, dopo una prima serie di condensatori della Philips è stabilizzata da un moltiplicatore di capacità; non storcano il naso i puristi, pur lavorando in relativa economia, il ripple in uscita , molto pernicioso negli stadi a monotriodo, si è rivelato bassissimo, e l'amplificatore, grazie anche al potenziometro di bilanciamento del ronzio visibile alle spalle della "noval", è silenziosissimo (il mio amico cacciatore di ronzii è rimasto incredulo!). Tutta questa roba, all'accensione, spunta tanta di quella corrente che è stato necessario inserire sul primario a 220 volts un relè di potenza leggermente ritardato che commuta una resistenza di limitazione per alcuni istanti: in questa maniera si evita il rischio di far intervenire i disgiuntori dell'impianto di rete domestica.

Lo stadio driver, con la valvola 845, non ha vita molto difficile; è stato scelto, comunque, un SRPP di 6SN7 per ottenere uno swing di tensione e di corrente sufficienti a pilotare in classe A2 la finale: headroom dinamico superiore per un suono attivo e spumeggiante anche pilotando carichi relativamente ostici. Lo stadio di ingresso è stato disegnato in modo da poter variare, sostituendo un paio di resistenze, la sensibilità dell'apparecchio; utilizzando la 5751 (12AX7 et similia) sono sufficienti circa 1,2 V rms per portare in saturazione l'ampli, è possibile quindi il collegamento diretto di un CD, magari interponendo un potenziometro di volume (attenzione, è una operazione semplice a livello pratico, ma non semplicistica da calcolare); con una 5814, invece, la sensibilità si abbassa a circa 3 V rms, apposta per interfacciarsi con la maggior parte dei preamplificatori.

Le valvole 845 utilizzate sono delle cinesi. Molto è stato detto ed altro ci sarebbe da dire su questi tubi, ma una cosa è certa: i signori le valvole hanno imparato a farle. Scordatevi le valvole cinesi preistoriche, inaffidabili e di breve durata; queste 845, strutturate internamente come le vecchie AMPEREX, sono valvole eccellenti, con un bulbo dal vetro spesso, pochisssimo risonante, e munite di una base Jumbo in RAME!  Vengono vendute in coppia dopo una accuratissima selezione e spedite in un cofanetto degno di un orologio svizzero, con il loro certificato e garanzia. Ce ne sono di piu' economiche, è vero, ma sono sempre piu' accessibili di improbabili valvole d'epoca vendute in internet a prezzo esorbitante, sulla cui affidabilità e stato di usura non garantisce nessuno. Considerati gli standard costruttivi ed il prezzo finale, queste 845 cinesi sono, in mia opinione, un piccolo miracolo.

I trasformatori, come già detto, sono impegnativi; il trafo di alimentazione DEVE essere avvolto con doppio isolamento, possibilmente con schermo elettrostatico da collegare a massa, e deve anche essere strutturato in modo da poter dissipare il notevole calore causato, soprattutto, dall'assorbimeto del filamento della 845, che si accende a 10 volts / 3 A.  Anche il trasformatore di uscita deve avere doppio isolamento; il nucleo deve poter gestire correnti di circa 150 mA senza saturare, ed il primario, a causa delle caratteristiche della valvola,  deve avere una impedenza piuttosto alta, dai 7,5 ai 10 KOhm circa. 

Meccanicamente, come si evince dalle foto, ho scelto di utilizzare due telai separati, soprattutto per una questione di pesi. Anche se rivestiti con la classica cornice di legno naturale, la struttura è interamente in alluminio scatolato con barrette di rinforzo, dove servono. Inoltre la suddivisione in due telai, anche se fa lievitare i costi, vi permette piu' libertà nel posizionmento dei ferri e dei cablaggi, a scongiurare nocive interferenze causa di fastidiosi ronzii (sempre in agguato nei monotriodi, ed anche nei push-pull malamente progettati ed assemblati). Quindi, anche se siete assidui frequentatori di palestre, sconsiglio vivamente, in questo caso, la costruzione su telaio unico.

Concludendo: è un progetto non troppo costoso che può farvi assaporare il piacere di ascoltare una 845, valvola erroneamente definita "grezza e grossolana", bensì con capacità di esibire un suono altrettanto raffinato di una 2A3 o 300B, con in piu' la possibilità di pilotare carichi anche  difficili grazie alle sue esuberanti caratteristiche. Il collaudo di questi oggetti non poteva essere piu' rivelatore: collegati ad una coppia di MARTIN LOGAN CLS hanno dimostrato capacità di pilotaggio inconsuete per una valvola, considerando anche che un diffusore elettrostatico ha una impedenza caratteristica quasi da "buco nero", offrendo una esibizione musicale appagante laddove altri blasonati ampli a transistor hanno fallito. Provare per credere...

Per finire, un sempre valido consiglio: fate molta attenzione che le tensioni che alimentano circuiti come questi SONO LETALI. Mi spiego meglio:  se beccate una "sventola" dall'alimentatore di una 2A3 potrete, con un po' di fortuna,  raccontarlo ai vostri nipotini, ma se vi capita la sciagura di scottarvi con 1200 volt l'episodio, quasi sicuramente,  vi servirà da epitaffio...

 

DATI TECNICI

Potenza di uscita:            22 watt @ 8 ohm -  26 watt @ 4 ohm - 1 KHz

Distorsione:                       3 % @ 20 watt

Impedenza di uscita:       3 - 6 ohm

Risposta in frequenza:   25 - 21 Khz @ 3 watt @ - 3 dB

Risposta in potenza:       35 - 19 KHz @ 20 watt  @ - 3 dB

Rumore in uscita:            minore di 40 mV

Impdenza di ingresso:   50 Kohm

 

                       HOME        INDIETRO        AVANTI        DATI VALVOLE