MASTER 845
Valvole utilizzate per ogni telaio: 6SL7 WGA , 2 x 300B , 2 x 845 , 5R4 WGY , 5AR4 WGA .
La valvola 300B è la mia passione. Che c'entra affermarlo in questa pagina che sembra essere all'insegna della valvola 845 ? Presto detto. In questo progetto ho cercato di coniugare una timbrica a me cara (quella della 300B, appunto) con la notevole linearità ed erogazione in potenza ottenibile con la 845. Inoltre, poichè avevo deciso di progettare qualcosa che potesse, almeno per qualche anno, fregiarsi dell'attributo "definitivo", ben interfacciabile con gli apparecchi a monte (preampli) e quelli a valle (diffusori), ho riutilizzato la circuitazione push pull "dall' inizio alla fine"(che ha dato ottimi risultati anche nel Sintesi Mono) ottenendo un apparecchio ben bilanciato, ben suonante e, soprattutto, potente, utilizzando solo triodi puri. Ma analizziamo con ordine le peculiarità di questa macchina.
TRE TELAI ??? Quanto pesa un buon trasformatore di uscita ? Un bel po' ? Certo, è un quantitativo di rame e ferro considerevole... In questo progetto sono stati utilizzati 18 "ferri", fra trasformatori ed induttanze. Sicuramente non hanno tutti le stesse dimensioni, alcuni sono piu' piccoli, ma sono pur sempre 18 ... Quanto pesano in tutto ? TROPPO !!! Il frazionamento in piu' telai, pur non essendo privo di problemi che andremo piu' avanti ad esaminare, ha l'indubbio vantaggio di razionalizzare l'ingombro ed il posizionamento dei componenti e la possibilità di allontanare i trasformatori di alimentazione dai sensibili circuiti d'ingresso (si sa, con le valvole i ronzii sono sempre in agguato). Il numero di tre, almeno in questo progetto, è il minimo da utilizzarsi per diminuire le probabilità di farsi venire un colpo alla colonna vertebrale negli spostamenti degli aggeggi.
ALIMENTATORE Croce e delizia di ogni progetto, sia esso analogico o digitale, poichè da esso dipendono le prestazioni misurabili dal tecnico e quelle apprezzabili dall'audiofilo. La "birra" a questi ampli viene fornita da 6 trasformatori, 4 a lamierini e due toroidali, che si suddividono l'onere di fornire tensione ai vari circuiti. Sono stati avvolti su specifiche utilizzando primari con prese a 210 - 220 - 230 Vac e secondari con varie uscite, in modo da ottimizzare il rendimento in zone abitative non servite da una precisa tensione di rete. In particolare, i trafo a lamierini hanno secondari separati che forniscono l'alta tensione per le finali 845 ed i pre-driver 6SL7 - 300B ; inoltre esiste un secondario per l'alimentatore negativo di bias delle 845; i trafo toroidali erogano le basse tensioni - alte correnti per tutti i filamenti (quelli dello stadio pre sono alimentati in continua) compresi quelli delle valvole di alimentazione. Infine, due trafo piu' piccoli sono dedicati al bias delle 300B ed ai servizi (spie, relè ecc.).
Non cedendo ad ulteriori manie di gigantismo e surdimensionamento, che prevedono l'utilizzo di due doppi diodi 5R4 per raddrizzare l'onda intera, per accendere i quali ci vogliono ulteriori alimentatori di filamento e spreco di energia, ho implementato un ponte ibrido a diodi al silicio ed un solo doppio diodo, avendo l'accortezza di posizionare quest'ultimo vicino alla induttanza di filtro a PI greco; cosi', impiegando diodi ultra-fast con relativi snubber per zittire i rumori di commutazione, si ottiene un ponte dalle notevoli prestazioni elettriche e sonore. Lo stesso tipo di ponte, con una 5AR4, viene impiegato per l'anodica di pre e driver. Le induttanze sono avvolte da noi, su lamierini al silicio di ottima qualità a grani orientati e stratificate. Esse sono da 10 Henry - 250 mA per le 845 e da 6 Henry - 150 mA per le 300B. I condensatori utilizzati sono di ottima qualità (Arcotronics - BHC Aerovox - Philips per gli elettrolitici, 105 gradi, bypassati da ottimi polipropilene Arcotronics e Mundorf nei punti nevralgici); per lo stadio pre è previsto un ulteriore filtraggio RC con condensatori non polarizzati tipo Vitamin-Q, oramai diventati rarissimi. PER FAVORE: niente carta e olio antidiluviani e di dubbia provenienza - affidabilità : sono piu' le rogne che i vantaggi (il suono , poi , è tutto da verificare...).
Lo stadio di filtro C-L-C dell'alimentatore delle finali è costituito da due serie di tre condensatori da 680 mF/500V , ognuno con la sua brava resistenza di scarica lenta (bleeder) per equalizzare le tensioni ai capi degli stessi; alimentare il tutto con i filamenti delle 5R4 ancora freddi vuol dire sovraccaricare le stesse e farle arrivare a morte prematura; in molti casi, durante i test, in presenza di alcuni tubi in non perfette condizioni, si manifestavano scariche (veri fulmini a ciel sereno) all'interno del bulbo, che, anche se particolarmente coreografici, erano dei veri e propri corti circuiti che stressavano i trasformatori. Per evitare tutto cio', è stato previsto un disgiuntore a rele' che, all'accensione, carica lentamente i condensatori tramite delle resistenze wattate; si ha cosi' il duplice vantaggio di far riscaldare bene i filamenti delle valvole e di far stabilizzare la tensione negativa sulle griglie delle finali. Un soft-start, praticamente, che allunga la vita dei nostri beneamati tubi.
L'interno dello stadio alimentatore in alternata, ancora con qualche ritocco al cablaggio da effettuare. Si notano i poderosi trasformatori a lamierini e toroidali che alimentano il circuito. Il tutto chiaramente sdoppiato per i due canali (l'amplificatore è un perfetto dual mono). I trasformatori ed i cavi delle alte tensioni sono a doppio isolamento date le tensioni in gioco (la 845 lavora nell'intorno dei 1000 - 1200 volts). In basso si notano due ulteriori trasformatori per il bias delle 300B ed i servizi; al centro il relè principale di accensione, in basso a destra quello per il soft start.
STADIO DI INGRESSO Come ho già spiegato in altre occasioni, mi piace particolarmente la circuitazione push-pull "dall'inizio alla fine", cioè non quelle Williamson-derivate (solito stadio d'ingresso a triodo-pentodo , sfasatore di vario tipo, stadio di uscita a tetrodo-pentodo, magari in ultralineare), bensi' quelle che prevedono lo sfasamento già in ingresso, tramite trasformatore, che invia le due semionde agli stadi di amplificazione già sfasate di 180 gradi e che si chiudono sul trasformatore di uscita: il tutto è molto bello a livello circuitale, perfettamente simmetrico, e, utilizzando solo triodi, suona anche molto bene, sicuramente al livello di un monotriodo (perfettamente) progettato e realizzato, ma con in piu' un controllo sul medio basso ed una erogazione sull'estremo basso eccellente, laddove la maggior parte dei monotriodi prestano il fianco.
Per tornare allo stadio di ingresso, esso prevede un trasformatore con rapporto in salita, direttamente connesso alle griglie delle due sezioni di una 6SL7; lo stadio si comporta molto bene,il guadagno è giusto quel che serve, per questo ho preferito non utilizzare degenerazione col classico condensatore, le cui colorazioni sono difficili da controllare, in parallelo alla resistenza catodica. Il trasformatore è un UTC A18. Ho letto in qualche forum che questo trasformatore sarebbe un "giocattolino" : niente di piu' vero, se confrontato in dimensioni con altri blasonati Tamura, o Tango, o in prezzo; ne ho però testati molti (Tango e Tamura, appunto, oppure gli inglesi Lundhal od i thailandesi SAC ), ma questo UTC fa un lavoro eccellente in questo stadio, in piu' si riesce ancora a trovare in rete ad un prezzo non ridicolmente alto (ma ancora per quanto?) ed è ottimamente schermato. In piu', ha una risposta in frequenza molto lineare, fin oltre la banda audio, e riesce a trattare elevati segnali senza saturare.
Completa lo stadio di ingresso un doppio ladder a 6 posizioni - 0 -15 dB a passi di 3 dB - per attenuare il segnale di uscita di preampli un pò esuberanti: contatti rodiati e resistenze di precisione Vishay, naturalmente (noblesse oblige...)
Il frontale di un canale. Sul pannello superiore si notano la 6SL7 ed il trasformatore di ingresso UTC. Ai lati le due induttanze per il carico anodico delle drivers 300B, al centro i 4 potenziometri multigiri per regolare il bias fisso ai driver ed alle finali.
Lo strumento al centro del pannello frontale aiuta nella regolazione del bias insieme al selettore di sinistra che sceglie la valvola di riferimento; la posizione "Lev" utilizza lo strumento come Vu meter di uscita.
A destra il selettore di attenuazione del segnale di ingresso.
LO STADIO DRIVER La valvola 300B mi piace moltissimo (l'ho già detto ?) , ma i grossi sistemi di altoparlanti, in primis gli elettrostatici, mi piacciono altrettanto. I miei Acoustat sono riuscito a pilotarli anche con monotriodi, ma mi sono sempre dovuto limitare, per vari motivi, nel livello di ascolto. Ma diciamoci la verità: chi di noi, allorquando il vicino è in vacanza e la moglie al lavoro, non si è lasciato prendere dalla voglia di tirare un pò più su la manetta del volume? A questo punto, i miseri 8 watt del vostro ampli segnano il passo. Non bastano, non bastano... distorsione non piu' tollerabile, compressione dinamica, bassi (quelli che ci sono) che sbrodolano incontrollati il vostro divano... Ah, che bello se ci fosse una 300B da 30 - 40 watt... Con questa idea, ho realizzato tempo fa dei prototipi di monotriodo con stadio driver a 300B e finale di 845 (VT4C). Il risultato era molto interessante, i 20 watt circa risultanti cominciavano a far muovere le membrane dei miei altoparlanti preferiti ma ... con 20 watt devi comunque utilizzare sistemi abbastanza efficienti che, se parimenti generosi in basso, danno problemi nell'annullamento del tipico ronzio del monotriodo, e non c'è alimentazione dei filamenti in continua che tenga. Inoltre, a quelle potenze, la proverbiale trasparenza dei grossi triodi è oramai un ricordo, le valvole cominciano a metterci troppo "impegno" , e la timbrica della a me tanto cara 300B (aridaje) viene messa in secondo piano dalla "personalità" della 845.
Allora? Allora, push pull di 845 con driver a 300B, perbacco ! Tanto, l'alimentatore ad alta tensione ce l'ho già (e quanto costa farne uno decente), ci voleva solo un pò più di impegno (illuso, ce n'è voluto moooolto di più, sia economico che a livello di lavoro, ma oramai ero in ballo)... Alla fine, credo decisamente di aver raggiunto il mio obbiettivo. Con l'ausilio del carico induttivo per il driver (55 mH) non si spreca nulla a livello di alimentazione anodica per le 300B, che riescono a spingere il push pull delle finali fin oltre i 60 watt: potenza da buttare giù i muri, volendo, ma che non mi fa più temere l'arrivo improvviso di uno spunto dinamico e di un Do di petto di Pavarotti. E' chiaro che, ascoltando a livelli umani ma pur sempre sufficientemente alti, questo ampli lavora in tutta rilassatezza, dando finalmente alla 300B (che bella!!!) la possibilità di essere in primo piano in un ampli vigoroso.
Una veduta dall'alto, che evidenzia l'estrema simmetria del layout circuitale. E' chiaro che in un progetto come questo, che fa della simmetria uno dei suoi must, la stessa viene rispettata anche nei minimi particolari all'interno dell'apparecchio, tagliando, per esempio, i reofori dei componenti e gli spezzoni di cavo di collegamento, utilizzati nei due rami - positivo e negativo - dell'ampli, tutti alla stessa lunghezza; certo, se si lasciano, che so, i collegamenti delle placche delle finali al trasformatore di uscita di lunghezza diversa, non cambia nulla (sarebbero pochi microOhm di differenza), ma la cosa non mi lascia tranquillo, mi stressa... Ma si sa, noi audiofili che abbiamo superato gli ..anta siamo tutti fuori di testa.
Tutti i ferri presenti su questo telaio sono avvolti custom, su mie specifiche, dal mio amico Donato, il mago degli avvolgimenti. Utilizzano materiale di ottima qualità, provenienti da stock militari, con fili a doppio isolamento. date le tensioni in gioco. Perfettamente stratificati ed impacchettati, nessun rumore, nessun ronzio. Gli spezzoni di cavo utilizzati internamente sono tutti argentati, isolati in silicone.
In alto a sinistra il trasformatore di uscita, molto particolare. La prospettiva della foto non rende bene l'idea delle dimensioni, ma è alto quasi quanto la 845, fate conto...
I maniglioni di acciaio visibili a destra e sinistra sono fissati lungo l'asse orizzontale passante per il baricentro dello chassis: pur essendo molto pesanti, questi arnesi si possono spostare piu' facilmente di quello che si pensi (un po' di muscoli ci vogliono, però...)
LO STADIO DI USCITA E', ovviamente, un push pull di 845, alimentato a circa 1000 volt sulle placche, e pilotato in classe A fino a 40 Watt e in classe A2 fino a circa 60 watt. Il componente principale, il trasformatore di uscita, è però molto particolare, non mi sembra di averne visti di siffatti, almeno su realizzazioni commerciali (in caso contrario fatemelo sapere). Prima di tutto, l'avvolgimento primario presenta delle prese intermedie in modo da poter installare anche delle valvole 211 - VT4C, da alcuni preferiti alle 845. Non saprei da cosa nasce questa preferenza, a me sembrano entrambe eccellenti ma, al di là di facili prese di posizione ed improvvisate filosofie prive di fondamento tecnico, è indubbio che il carico anodico delle due è sensibilmente diverso, per cui ci vorrebbero dei trasformatori diversi. Anche il bias da utilizzare è diverso, ma abbiamo detto che non c'è problema, essendo questo ampiamente regolabile in un vasto range. Altra particolarità di questo trasformatore è il secondario. Sulla maggior parte dei trasformatori commerciali (ed anche in quelli ultracostosi che si vedono in rete per turlupinare i poveri autocostruttori) il secondario è costituito da un unico avvolgimento per gli 8 Ohm con prese per le altre impedenze (6 e 4 Ohm, se va bene, sennò a stento quella a 4 Ohm); è chiaro che, così facendo, si lasciano inutilizzate numerose spire di avvolgimento, che rimangono appese sul nulla, e la tensione si di loro indotta viene sprecata. In questo trasformatore abbiamo avvolto piu' secondari separati, che vengono messi in serie o serie-parallelo tramite un selettore, a seconda che i nostri diffusori siano a bassa od alta impedenza: in questo modo, tutte le spire degli avvolgimenti vengono sempre utilizzate, e non viene sprecato nulla, nè tensione nè corrente; inoltre, vengono minimizzati i disadattamenti di impedenza fra primario e secondario. Un trasformatore eccellente, avvolto con molta cura, non molto sezionato (le innumerevoli sezioni degli avvolgimenti che vengono spesso millantate su altri prodotti, anche se realmente presenti, non sempre sono ben realizzate ed effettivamente utili) che esibisce risposta in frequenza ed in potenza eccezionali fino a oltre 50 watt.
In questa foto il pannello posteriore dello chassis. Oltre alle prese di ingresso ed uscita, - di buona qualità ma niente Tiffany, per carità, tanto si rovinano anche loro e quando ne ho abbastanza, le cambio- si nota il poderoso connettore per le tensioni alternate provenienti dall'alimentatore. E' un componente industriale, questo sì, molto costoso, ma necessario per la sicurezza vostra e del circuito. Ogni contatto è in rame puro e rodiato, regge la corrente di 10 ampere ed è testato per 3000 volt di isolamento. Le ganasce servono a bloccare la spina in una morsa a prova di tutto.
Sulla destra, il selettore di impedenza, a tre posizioni, che esibisce settaggi per MAX CURRENT (tutti gli avvolgimenti secondari in parallelo) e MAX VOLTAGE (tutti in serie). Piu' elegante che i soliti 8 e 4 Ohm , no ?
Il cavo di collegamento, un minaccioso pitone, che connette l'alimentatore agli ampli. Si notino le spine maschio che vanno ad innestarsi sulle femmine montate sugli chassis, anche queste di elevatissima qualità, con contatti in rame massiccio e rodiati, collaudati per 3000 volt. I singoli cavi costituenti questo complessivo sono di tipo professionale, anche loro ad alto isolamento e, soprattutto, estremamente stabili ad alte temperature (vengono impiegati, fra l'altro, in ambito dell'industria dell'acciaieria per misurazioni termometriche negli altiforni); costano una cifra, molto piu' di vari cavi cosiddetti "esoterici", ma quanno ce vo', ce vo'.
Un piccolo problema nell'utilizzo di questa soluzione è la caduta di tensione presente sul cavo, soprattutto in caso di alte correnti, come quelle necessarie ad accendere i filamenti; la soluzione è, dopo avere effettuato varie misure su sezioni di filo diverse, prevedere le tensioni di uscita dei trasformatori un po' più alte (per esempio, per i filamenti delle 845 sono presenti 10,6 volt ).
VALVOLE, E VALVOLE Premessa : sono stato dietro a molte 845 d'epoca e ho preso sempre dei bidoni, per cui non credo di sbagliare se affermo che valvole N.O.S non ce ne sono piu'; ogni tanto sulla baia se ne trova qualche esemplare, venduto "AS IS" a prezzi da mero collezionismo, ma l'amara sorpresa è che, se si accendono, sono praticamente esaurite, comunque non affidabili da usare su progetti impegnativi; figuriamoci poi trovarne un quartetto. Comunque, se qualcuno fosse in possesso di un quartetto d'epoca e non richiedesse una fortuna, potrei valutare l'acquisto DOPO averle testate ben bene.
Le valvole 845 utilizzate sono delle cinesi. Riporto pari pari la mia opinione già espressa in altra parte del sito: molto è stato detto ed altro ci sarebbe da dire su questi tubi, ma una cosa è certa: i signori le valvole hanno imparato a farle. Scordatevi le valvole cinesi preistoriche, inaffidabili e di breve durata; queste 845, strutturate internamente come le vecchie RCA, sono valvole eccellenti, con un bulbo dal vetro spesso, pochissimo risonante, e munite di una base Jumbo in alluminio. Rispetto alle AMPEREX replica utilizzate in altri progetti, costano un pò di meno, per cui è conveniente prenderne un bel quantitativo e selezionarsele da soli. Io ho costruito su un tavolaccio un vero e proprio stadio finale con tanto di alimentatore ad alta tensione, alimentatore di bias regolabile e trafo di uscita, il tutto condito da voltmetri e amperometri digitali per controllare i vari parametri (misuro corrente anodica, corrente di griglia e guadagno in tensione dati la tensione anodica, la tensione di bias ed il carico, il tutto dopo aver fatto cuocere ogni valvola per circa mezz'ora) . Devo dire, comunque, che non ho riscontrato scandalose differenze fra un esemplare e l'altro, segno di una matura tecnologia costruttiva. Forse lo sapete già, ma la SHUGUANG cinese ha terminato la produzione di queste valvole per problemi legati al tungsteno toriato dei filamenti, per cui, se consideriamo che altri marchi blasonati tipo GOLDEN DRAGON, VALVE ART ecc. altro non sono che delle SHUGUANG rimarchiate, prevedo una, almeno per il momento, rapida estinzione di questi tubi ed una impennata dei prezzi. Se però avete notizie più fresche in questo senso, vi sarei grato se mi avvisaste, magari qualcuno di voi è stato ad Hong Kong... . Vengono prodotte altre valvole, spacciate per 845, che 845 NON SONO, avendo filamento ad ossidi e/o placca metallica e non piu' in grafite; certo, di suonare suonano, ma non hanno le stesse caratteristiche, a cominciare dal guadagno per finire alla dissipazione max che è inferiore. E' pericoloso, quindi, montarle su progetti che adottavano delle 845 in origine. Su questo apparecchio ho montato anche delle 211 d'epoca (ma praticamente nuove) e vanno, anche loro, benissimo. Ne posseggo un bel quartetto, CHE NON HO INTENZIONE DI CEDERE, a meno di proposte veramente interessanti (anche riguardanti scambi).
Le 300B , anche loro, sono delle cinesi, ma di ultimissima produzione, sono marchiate, infatti, 300B-98 . Vanno benissimo, molto stabili, con un suono simile alle CETRON (che attendo di installare dopo aver fatto delle verifiche ulteriori, non si sa mai...) . Le vecchie, originali e costosissime WESTERN ELECTRIC le ho provate su un monotriodo, ma non mi hanno entusiasmato come le CETRON, che pero' sono un po' delicatine. Molto probabilmente, data l'età, erano un bel ...bidone esaurito anche loro. Bellissime le WESTERN di nuova produzione, le ho provate: suono eccellente ! Comunque, ne hanno fatto poche, il prezzo è esorbitante, preferisco fare la parte della classica volpe che non arriva all'uva e tenermi le mie.
Il resto, valvole di segnale e di alimentazione, è tutto NOS; eccellenti le 5R4 WGY CHATAM, forse le uniche a garantire una certa affidabilità a tensioni cosi' alte. Meno bene le CETRON, con una resistenza interna un po' troppo alta. La 5AR4 GENERAL ELECTRIC per lo stadio pre e driver l'ho scelta per la sua musicalità, si possono comunque montare altre valvole con ottimi risultati. Bella anche la 6SL7 WGTA GENERAL ELECTRIC, un ottimo equilibrio fra musicalità e silenzionsità; una spanna superiore la professionale 5691 RCA - red tab, forse un pelino piu' rumorosa...
CONCLUDENDO Finalmente mi posso riposare, essenze di incenso e bicchiere di vino, ad ascoltare questi gioielli che tanto mi hanno impegnato, finanziariamente e psicologicamente. Non nascondo che, durante i test, ogni tanto mi trovavo a pensare di gettare la spugna e rivendermi tutto il materiale, avrei recuperato molti soldi... un amico, che ho poi depennato dalla lista delle persone che inviterò a Capodanno, mi ha detto che facevo prima a costruire un ampli per l'Ipod, che tanto era lo stesso. See, lo stesso ... Il suono dell'Ipod, che te lo dico a fare, è sempre quello, asfittico, asettico e glaciale, mentre questi ampli funzionano meglio ogni giorno, e maturano con te. Il piacere dell'acolto è solo parzialmente adombrato dall' ansia, che diminuisce via via, che qualcosa vada storto, che so, una resistenza che si brucia, un condensatore che non ce la fa... la mortalità infantile è sempre in agguato, ma tant'è. Oramai, comunque, tutto gira per il verso giusto; il suono esce limpido e cristallino a basso volume e, finalmente, non si modifica ad alto, almeno fino a quando la stanza non comincia a metterci del suo. Un amplificatore che, come dice Bartolomeo Aloia (uno dei massimi, se non il massimo, secondo me, progettisti di valvolare e stato solido che ancora calcano il suolo italiano) non canta, interpretando e, in alcuni casi, stravolgendo, bensì suona, o meglio, riproduce così come lo strumento originale dovrebbe essere, come la incisione è. Un amplificatore perfetto ? No, la perfezione non è di questo mondo, ma certo un amplificatore "adatto", che fa eccellentemente il suo lavoro.
Per finire, una precisazione: i miei apparecchi mi piacciono, e piacciono anche ad altri che, dopo averli ascoltati, se li sono portati a casa. Piacciono anche alle persone che leggono queste pagine, e molti di loro mi chiedono consigli e schemi per approcciarsi al mondo dell' alta fedeltà (che termine arcaico) bensuonante; in qualche caso ho elargito per simpatia schemi elettrici semplici e di facile realizzazione, la cosa mi ha lusingato, anche se ho precisato che un pushpull di EL34 è acqua calda, lo trovi dappertutto, così come un monotriodo di 2A3, MA EVITATE DI CHIEDERMI LO SCHEMA DI QUESTI ! NON E' UN PROGETTO PER TUTTI, NON BASTA CONOSCERE LA LEGGE DI OHM (e, non me ne vogliate, so per certo che tanti di voi non la conoscono nemmeno). Troppa responsabilità, costruire macchine che lavorano con tensioni così elevate è PERICOLOSO, le tensioni che alimentano circuiti come questi SONO LETALI. Mi spiego meglio: se beccate una "sventola" dall'alimentatore di una 2A3 potrete, con un po' di fortuna, raccontarlo ai vostri nipotini, ma se vi capita la sciagura di scottarvi con 1200 volt, quasi sicuramente, L'AMPLIFICATORE LO FINIRA' QUALCUN'ALTRO (a buon intenditor...). L'attenzione e la forma mentis verso la sicurezza, che in altri progetti più semplici molti si prendono il lusso di tralasciare, anche se erroneamente, in questo caso sono basilari. Anche un semplice incidente, come, che so, lo scoppio di un condensatore elettrolitico che avete maldestramente alimentato con polarità invertita, se in un circuito alimentato a 300 volt potrebbe risolversi in uno spettacolo pirotecnico, in questo caso potrebbe farvi davvero male: una capacità di 500 mF caricati a 1000 volt è una bomba. Non esagero, mi è capitato: da giovincello, per la fretta di provare, mi è esploso qualcosa di simile (il condensatore non aveva la valvola di sfogo) ; ebbene, oltre a danneggiare irreparabilmente il tavolo su cui era poggiato l'apparecchio, insieme a tutta la componentistica intorno che ho dovuto gettar via (si salvò solo il trasformatore) e la vicina libreria, mi ha riempito la stanza di acre fumo (tossico) e annerito con materiali chimici proiettati dappertutto le pareti ed il soffitto: ho dovuto ridipingere tutto. Per non parlare del pauroso boato, che potrebbe far morire di infarto la vecchia zia (ognuno di noi ne ha una). Da allora, prima di dare tensione, ricontrollo tutto; poi, vado via, caffè, altro ricontrollo; infine, dopo un "speriamo che il santo protettore dell'audiofilo me la mandi buona", dò tensione (sapete cos'è un variac?). Insomma, da quel dì, per finire un apparecchio ci metto il triplo del tempo, ed ancora ho timore...
DATI TECNICI
Potenza di uscita: 60 watt @ 8 ohm - 70 watt @ 4 ohm - 1 KHz
Distorsione: 3 % @ 20 watt
Impedenza di uscita: 3 - 8 ohm
Risposta in frequenza: 25 - 25 Khz @ 3 watt @ - 3 dB
Risposta in potenza: 30 - 20 KHz @ 50 watt @ - 3 dB
Rumore in uscita: minore di 20 mV
Impdenza di ingresso: 68 Kohm