MONO 300B - STEREO GALLERY
Valvole utilizzate: EF86, 12BH7, 300B
Questo è una delle mie prime
realizzazioni di monotriodo 300B, con cui mi sono "fatto il palato" e che ha
determinato la mia passione per questa valvola. Non avendo molte esperienze su
questo tipo di circuito, ed avendo fino ad allora ascoltato solo realizzazioni
di classichi "Loftin & White" , volevo vedere, al di là della timbrica,
dove si poteva arrivare "spremendo" al massimo la poveretta. Realizzai così lo
schema "Stereo Gallery", anche se con qualche modifica, molto famoso negli
anni addietro perche' molto semplice e capace, comunque, di pilotare al massimo
la griglia della 300B e di ricavare, con il trasformatore di uscita giusto,
circa 18 watt rms, non male per una sola valvola. Effettivamente, la finale era
polarizzata con 440 Volt @ 80 mA, e la dissipazione era intorno ai 35 watt,
praticamente la massima consentita dai data sheet dell'epoca. Il circuito andava
molto bene, ed i miei timori riguardo al precoce esaurimento del tubo finale si
dimostrarono, alla distanza , infondati, poichè anche valvole di costruzione
cinese (le repliche piu' economiche e bistrattate all'epoca) non si comportavano
male, segno della robustezza intrinseca di questo tubo che, ricordiamolo,
prima che per uso audio fu progettato per amplificare linee telefoniche...
Il segnale di ingresso entrava, tramite il potenziometro di volume, sulla griglia di un pentodo EF86; dopo la necessaria amplificazione, veniva applicato al secondo stadio, una robusta 12BH7, la cui capacita' di erogazione in corrente ben si prestava a pilotare la griglia della finale, polarizzata con bias fisso, cioè con un alimentatore separato per la tensione negativa. Un circuito di protezione provvedeva a somministrare l'elevata tensione anodica in ritardo alla 300B, cioè quando la griglia era a potenziale giusto ed offriva un efficace controllo della corrente circolante; questa, portando il trimmer di regolazione all'esterno sul pannello frontale, era "sentita" da un resistore di precisione da 1 Ohm inserito nel ritorno di catodo, ed era visualizzata constantemente dal milliamperometro visibile in foto. A differenza del circuito Stereo Gallery originale, le alimentazioni dei filamenti delle preamlificatrici e della finale erano in corrente continua, per scongiurare al massimo l' Hum Noise sempre presente nei circuiti single ended in classe A, e mai totalmente eliminabile dal classico reostato di bilanciamento sul catodo. In effetti, questo amplificatore era molto silenzionso.Non mi ha mai dato problemi, a parte la inaspettata defaillance, poi fortunatamente ridimensionata dal mio amico Donato Nardulli (il mago dei trasformatori) di uno dei trasformatori di uscita , un favoloso Millerieux d'epoca, che forse non aveva gradito la notevole quantita' di calore generata dal circuito.
Da questo progetto è nato un articolo che, con mia grande soddisfazione, fu pubblicato sul numero 28 della rivista COSTRUIRE HIFI.