A L T E R A U D I O
A    L    T    E    R    A    U    D    I    O
Marantz 3800 + 250 del 1974

Spesso è necessario effettuare una revisione o riparazione di un apparecchio, e bisogna valutare l'entità della spesa da affrontare per riportare l'oggetto alla piena funzionalità e quindi la convenienza dell'operazione, poichè se è vero che potrebbe valerne la pena se abbiamo a che fare con un oggetto dall'alto valore sonico/collezionistico, è pur vero che riparare il nostro vecchio amplificatore, che magari ci ha servito per 30 anni ma che oggi ha solo un valore puramente affettivo, può risultare non conveniente.

Si possono effettuare riparazioni mirate (per esempio la sostituzione di qualche componente guasto e la conseguente ricalibratura - taratura) giusto per poter riaccendere l'apparecchio con un certo margine di sicurezza, oppure delle revisioni complete, come la sostituzione di quei componenti che, seppur funzionanti, risultano degradati (come i condensatori, soprattutto elettrolitici); il tutto, comunque, non perdendo di vista la reale importanza dell' oggetto.

Accumulata nel corso degli anni, dispongo di un discreto quantitativo di componentistica d'epoca, che utilizzo spesso per ricondizionare gli apparecchi di maggior pregio.

Contattatemi pure per consigli e preventivi.         

Uno degli ultimi restauri da me effettuati. Si tratta di un fonografo di Edison di fine '800 - inizi del '900, proveniente dagli Stati Uniti. Ce ne sono pochi in circolazione da noi, il fonografo a cilindro è un fenomeno tipicamente americano poichè Thomas Alva Edison, dopo aver constatato, suo malgrado, la superiorità del disco che, in quegli anni, vide la luce in Europa (superiorità dal punto di vista della maggiore facilità di ottenere copie fedeli all'originale grazie al processo di stampa da una matrice), decise di dedicare il suo tempo allo sviluppo di un'altra sua intuizione, la lampadina ad incandescenza.

Questo fonografo, dopo essere stato abbandonato per oltre 60 anni in un fienile, è stato ritrovato in condizioni pressochè disastrose dal punto di vista estetico- funzionali ma, fortunatamente, completo in ogni sua parte.  

LINK PER OSSERVARE IL FUNZIONAMENTO

Una visione ravvicinata del mandrino esterno caricato con un cilindro da 2 minuti. Il trasduttore (testina di lettura) è il "Model C", adatto appunto a suonare i cilindri da 2 minuti, ma tramite un cambio di velocità posto lateralmente si possono suonare anche cilindri da 4 minuti. Il moto al mandrino è dato da una cinghia di pelle che è stata ritrovata spezzata all'interno del mobile ma è stata salvata con una operazione di incollaggio, si è preferito non utilizzare una piu' comune cinghia di gomma che, all'epoca, non erano molto diffuse

 In primo piano la levetta del freno. 

Una vista a coperchio chiuso con di fianco alcuni cilindri di cera da 2 minuti. La splendida essenza di legno, coperta da uno spesso strato di polvere e grasso, è stata riportata alla luce delicatamente, senza rovinare il delicato logo "EDISON" fatto a mano. 

Il primo brevetto dell'invenzione del fonografo a cilindro di Edison risale al 1877, in primo piano si nota il mandrino vuoto e la targhetta di ottone recanti i vari "patent pendings" ed il numero di matricola dell'esemplare in oggetto.

Il meraviglioso meccanismo caricato a molla con in primo piano il giroscopio a masse rotanti adibito alla regolarizzazione del moto. Il tutto era, dopo decine di anni di abbandono, coperto di ossido ed inchiodato dalla ruggine, ma dopo un delicato (e prolungato) processo di lavaggio e lubrificazione è tornato a funzionare. Il bariletto con la molla può essere caricato abbastanza per suonare 2-3 cilindri da due minuti, è possibile anche variare la velocità di riproduzione per compensare le eventuali (piuttosto frequenti all'epoca) tolleranze nella velocità di registrazione, in mancanza di precisi standard adottati dagli studi in cui venivano effettuate le riprese. Ricordiamo che, a causa dell'impossibilità di stampare copie in serie da un cilindro, gli stessi dovevano essere registrati uno ad uno con estenuanti ripetizioni dello stesso brano da parte  dei musicisti e dei tecnici: eventuali differenze fra la varie riprese erano inevitabili.    

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